Ulisse e l'America

Paroles de Ulisse e l'America

Année1984
GenreFolk
Durée6:57
Langue originaleItalien
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Coordonnées des paroles

Paroles originales

IT
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(parlato) Ulisse. Ecco uno che tutto sommato ha la faccia. Salato, tritato, begli anni negli Hilton d'Arabia... E Dio ! se scopava... E Mary. Mi ha chiesto la strada, lo svicolo, il ponte, l'imbuto e poi si è sorpresa, correva? Guardava le stelle? L'America è senza ricordi e che lingua strana per dire "Le voglio parlare" le voci non erano più quelle. Ho preso dai figli moltissimi vizi: succhiarmi le dita, sapere che questo è un sapore da amare guardare la luna dall'angolo retto sporcarmi, pulirmi, ripetere sempre le stesse parole che aspetto. (cantato) Il Conte al sommo della gloria fece a pezzi la sua vita a pezzi la memoria a pezzi i rubinetti e il sole. Anche il cavallo si mangiò gridando "adesso so chi sono, più tardi mi ci abituerò." Di quello che non ho fermato oggi mi pento ma è tardi e non ho pianto forse qualcosa muore dentro forse perchè non amo più ho perso tutto questo tempo e non vi abbraccerò mai più. E tutto quello che so dire è che sovente il mio dolore sa farmi divertire la rabbia mi mantiene calmo e abbasso questa libertà ! Un vecchio amico, un vecchio incontro sarebbe già una novità. (parlato) Vorrei dirti sempre che t'amo ma non quando è facile oppure le braccia conserte, si guarda quel muro davanti, si ascolta il rumore. Vorrei lo sapessi, non sono il migliore. Ho un patto con gli anni, cavalco, ho paura. Mi tengo da sempre una mano sul petto dovesse mai smettere ascolto di battermi il cuore